La viva voce dell'intellettuale più lucida e appassionata del nostro tempo torna a visitarci
per una formidabile resa dei conti sul potere il femminismo la fede la letteratura. Ma
soprattutto sulle dieci vite che ha vissuto con incantata sfacciataggine senza paura
ripercorse oralmente nell'unica autobiografia organica possibile per una che ha attraversato il
mondo correndo scalza bruciando luminosamente ogni tappa. Alla vigilia di una morte che l'ha
vista gioiosa come una martire capace di cantare mentre avanza verso i leoni Michela Murgia ha
trascorso una settimana a raccontarsi a Beppe Cottafavi suo editor e amico. Le registrazioni
di quella sua ultima estate ancora piena di storie come lo erano state le cinquanta precedenti
danno sostanza a questo suo libro straordinario arricchito da quattro splendidi racconti
ritrovati e da altri testi perduti che l'autrice ha scelto e indicato tra un ricordo e l'altro.
Da un simile stagno brulicante di vita come quello sulle cui rive è cresciuta affiora un
arcipelago di dettagli intimi: innamoramenti e parentele queer matriarche oristanesi che
sgranano rosari di cinque colori per salvare ogni continente madonne con la parrucca uomini
violenti e maestri sognanti lezioni di lingua sarda e cultura coreana di esegesi biblica e di
scrittura magica di politica attiva e di militanza culturale. Franca e visionaria
antifascista e immune dai compromessi Murgia ci rivela com'è che una ragazza di provincia
addestrata a leggere il Vangelo e ad accontentarsi di sopravvivere si sia messa in testa di
cambiare il mondo invece affidandosi a un'irriducibile aspirazione alla felicità.